giovedì 15 maggio 2008

Lorena

Lorena, la tua storia mi ha decisamente segnata. Solcata.
Mi sento solcata da un coltello sull'addome che è passato fendendo le carni vive.

Lorena di Niscemi.
Ho letto su tgcom l'articolo che ho linkato, e credo che sia una delle pagine più strazianti che in vita mia io abbia incontrato.
un vero fendente tra i visceri...
freddo e brividi mi hanno solcato la schiena, e prima di riuscire a riprendermi sono passati diversiminuti.
sentivo, vedevo ma non riuscivo a muovermi, a respirare a capire, a credere.
il mio diaframma era paralizzato, immobile, ma non quanto il mio cervello.
penso che pr la prima volta in vita mia ogni mio singolo neurone si sia fermato tra un tic e un tac sospeso anch'esso come il mio respiro.
uno stato mentale di presenza assenza.
penso di aver vissuto qualche istante tra le righe dell'articolo annaspando alla ricerca di un senso...
Penso d'essermi data in quel frangente della stupida perchè non riuscivo a penetrare le parole per poi collegarle e recepire il loro senso! o meglio io il senso lo avevo recepito ma continuavo a respingerlo con tutte le mie forze..
Mi sono sentita morire.
Ti ho guardata negli occhi, riconoscendo i miei occhi nel tuo sguardo!
ti somiglio. le mie foto da 14 enne somigliano alle tue.

Mi ha tolto il respiro la tua vicenda.
Sono combattuta tra il voler sapere, e il non voler capire ancora ora.

Sei, anzi eri, una ragazzina che ha "vissuto" i suoi soli 14 anni in modo un pò inconsapevole...e che ha interpretato un ruolo a questo mondo più da soap opera che simile alle tue coetanee, stando a quel che scrivono di te..ma io non riesco a credere che tutto quello che ho letto sia vero.
e non lo accetto.
Ma tu chi eri?
Io non andrò oltre nello scrivere perchè mi sembra di oltraggiarti, ma la tua storia mi ha fatto male!
molto molto male.
E continuo a credere che stiamo tutti vivendo in una bolla disociati dalla realtà delle cose.
come se vivessimo sulla terra, comportandoci come se fossimo su marte...credendo di essere là...

Io, e non ho nessuna intenzione di tracciare paralleli, ma solo di aiutarmi a ricordare chi sono stata quando nelle foto avevo i tuoi occhi,
io a 14 anni,
frequentavo il primo anno di liceo,
collezionavo gomme per cancellare colorate da circa 2 anni,
portavo un busto di gesso spesso 4 dita, del peso di circa 6 kili, che mi copriva dal bacino alle ascelle per correggere la scoliosi,
avevo l'apparecchietto ai denti
avevo da poco smesso di giocare con barbie,
mi ero già fracassata naso, zigomo, e polsi volando da una automobilina che avevo costruito con mio cugino e che avevamo lanciato giù per un tornante per collaudarla,
mi ero presa la mia prima cotta brutalmente stroncata nelle sue speranze, dal trasferimento del mio amato con la famiglia, giù in sicilia, tuttavia è doveroso dire che non credo che Salvo si sia mai accorto di me...
e la mia trasgressione era non avere voglia di studiare, e bigiare la scuola qualche martedì che c'erano 3 ore di lettere.
Oggi pagherei per sedere in quella classe quelle ore.
Segno che qualcosa è cambiato...

Italiani, Albanesi d'Italia!

Non c'è la congiunzione.
NON c'è.
c'è una virgola.
Siamo noi Italiani i nuovi Albanesi...
Senza nessun tipo di pregiudizio sul simpatico ma ingenuo popolo amico nostro e di Skanderberg, faccio loro riferimento, e li cito, solo in merito a quando negli anni 90, allettati da quanto vedevano sulle nostre reti televisive dal loro paese, giungevano qui, colmi di aspettative!
Italia paese della cuccagna!
eh si!
e come!!
Poi probabilmente il passaparola ha fatto più della tv, e anche oltreadriatico si sono resi conto che a campare sotto un ponte qui, in un paese che non li ha accolti, era meglio campare sotto un ponte al proprio paese.
Un popolo rapito dalle illusioni, si abbandonava alla speranza riponendo i propri desideri nel tubo catodico, e viveva riponendo le proprie aspettative nello stile di vita dei personaggi sui nostri schermi di allora...
Erano vittime inconsapevoli, quasi ipnotizzati, dell'equazione "il mondo non è quello dove io vivo ma quello della tv"...e così sbarcavano, convinti di fare "porta a porta" non ...da porto a porto!

Io penso che per lunghi anni, si sia considerato da parte del popolo Albanese in particolare, il suolo italico come il terrirorio tipo-Rai1...
"entro in Italia, entro nella magia degli spettacoli del sabato sera di Baudo!"
Poi persino Baudo è stato cambiato il sabato sera, e che so io, forse vedendo la Balivo, hanno deciso di stare a casa loro!
Sciocchezze a parte, quel che intendo dire è che noi, italiani d'italia, viviamo non nella realtà quotidiana, ma nella soap opera- reality che ci propongono dal piccolo schermo!
Sembriamo tanti poppanti appesi senza altre chances di vita al seno materno...
il famoso seno televisivo...
tizio ha detto
caio ha fatto
la vita di sempronio...
la vita!!
quella la viviamo noi!
noi siamo vivi e veri..la tv è illusione!

E continuare a vivere come fossimo tutti su Rai 1 piuttosto che su Canale 5..è un'eresia..
Stiamo perdendo di vista la verità, vittime di un'illusoria vita che ci solleva dalla nostra...
Siamo tutti cocainomani del piccolo schermo.
Viviamo una realtà sub-parallela, fatta di illusioni.
E questo è sconvolgente.
Stiamo perdendo di vista la lucidità di giudizio, la valutazione obiettiva, la capacità di valutare.
Tutto sta diventando possibile.
E sempre più spesso la devoluzione di responsabilità sociali diventa la verità di comodo dietro cui ci nascondiamo senza accogerci!
Siamo noi le prime vittime delle illusioni che ci raccontano appena cominciamo a raccontarcele...
Le fiction, le soap, ci fanno apparire come vita vissuta quel che è finzione e i nostri cervelli sdoganano fatti oltraggiosi perchè li ricordano come già vissuti...!
una sorta di training autogeno al massacro..
stiamo vivendo nell'illusione collettiva che esista un mondo dorato dietro l'angolo che ci attende...
stiamo vivendo nella speranza di entrarvi...e i nostri sforzi non sono più protesi a vivere ma a illuderci...
Abbacinati dallo scintillio di quel che ci propongono, consideriamo i nostri figli non alla luce di quello che eravamo, ma nella scia luminosa di come dovrebbero essere...e vorremmo che fossero.
Stiamo crescendo una generazione di traditi. Traditi da noi stessi che li abbiamo generati, e che dimentichi di come eravamo viviamo da emuli di quel che non siamo e saremo mai, rendendo i ragazzi sospesi nel limbo di eterne adolescenze...
Io esorto tutti quelli che mi leggeranno a ragionare con la propria testa sempre, ed a ricordare che nel pulsante OFF del telecomando, c'è la vostra libertà!
finisce la convivenza con Vespa, Fede, Ridge, Brooke, e inizia la vostra vita di singoli...MA pensatori.

domenica 11 maggio 2008

il "liberopensiero"

Liberopensiero.
L'ho scritto senza lo spazio, e lo pronuncio tutto d'un fiato, marcando la prima i con un'enfasi nel tono, come a riassumere l'inscindibilità della libertà dal pensiero, e l'importanza che per me riveste questa considerazione-condizione.
Precondizione irrinunciabile perchè il pensiero sia libero, è il pensare!
Tu pensi?
Non ti sto chiedendo se hai sempre un'opinione circa quello che ti accade intorno, che qualcun altro ha rilevato...
ma proprio se sei in grado di rilevare fatti, emozioni, sensazioni, percezioni, intuizioni, idee, e se una volta rilevati, hai modo di rifletterci, di rimurginarci, di condividerli, insomma di alimentare la sete del tuo liberopensiero, insomma se sei di quelli che dicono "mo che mi ci fai pensare" o di quelli che dicono "ma tu hai notato, ...sentito..."
Ed inoltre, tu sei di quelli che "sentono"che la tal cosa "A" non sai perchè ma ha qualcosa a che fare con la tal'altra cosa non consecutiva "H"... oppure dopo A può solo esserci B?

Io in tal senso mi sento diversamente abile.
Mi pongo un'infinità di domande, cerco spiegazioni, constato talvolta le mie buone intuizioni, e tal...più spesso, la mia voracità nell' allargare i miei orizzonti...quelli del mio pensiero, con nuovi argomenti, constatazioni, considerazioni....

Io sento d'avere perenne bisogno di conoscenza, di analisi ( troppo facile pensare allo psicologo!!)e quando mi rendo conto che sono molto sola in questo tentativo di trovare nuove domande ancor prima che nuove risposte, constato la mia diversità, disabilità, troppo spesso.

Ecco, io mi sento una diversamente abile mentale.
Connotate come meglio credete la mia diversità, a me non pesa, quello che mi pesa ogni tanto è la solitudine di questa condizione.

Non voglio con queste parole etichettarmi come migliore o peggiore.
Desidero solo condividere questa riflessione.

Forse sono mal sintonizzata sul bombardamento mediatico, fatto sta che ad esempio su di me la pubblicità non ha effetto imbonitore, e non mi sollecita all'acquisto!
Guardo la pubblicità come fosse un TG d'informazione sugli ultimi prodotti, e non scatta per nulla il bisogno o il desiderio di possesso, assaggio, prova, e neppure la constatazione del non poterne fare a meno.
Ascolto i telegiornali...la cronaca, ma soprattutto l'economia, e la politica, e mi chiedo cosa NON mi stiano dicendo, non cosa dicano...
Insomma se nello spazio del TG c'è posto per attori, registi, cani...ecc ecc... poi io non mi meraviglio se nelle classifiche sulla libertà di stampa siamo molto indietro.
Libertà di stampa, è libertà d'espressione...e mi riferisco ad ogni ambito della vita, non parlo solo di giornali e tv..
si esprimono in molti...
ma quanti lo fanno liberamente...?
quanti conoscono quindi il liberopensiero?
(ed il relativo coraggio di esprimersi! nonchè lo spazio per poterlo fare!!!)
Io non aspetto di leggere o di ascoltare le cose..i fatti, gli eventi..
Io, nella mia diversità-libertà mi chiedo cosa ci sia dietro le cose...soprattutto tra le righe delle cose non scritte, e tra le pieghe di quelle non dette...
il mio liberopensiero ancora una volta, in questo ambito come in tutti gli altri, non si ferma a quanto mi raccontano, ma va oltre.Si pone domande...
cerca risposte...al di là di quel che viene detto...
Il liberopensiero non è nè di destra nè di sinistra.
il liberopensiero è espressione di una profonda coscienza di se, di se in relazione al mondo, e forse pure di quello che è il mondo.
è il liberopensiero che rende liberi, non la libertà di cui pensiamo di godere, nella dorata gabbia dei preconfezionati altrui pensieri...che nelle nostre vite diventano conformismi ed abitudini di cui non conosciamo l'origine ma che ripetiamo meccanicamente...
"Andare a fondo" non vuol solo dire colare a picco...
Andare a fondo significa cercare, meditare, scrutare, capire...

il liberopensiero quindi non è e non può essere un postulato...
E' un astruso teorema, una verità vera, ma che non a caso, a scuola ci insegnano a dimostrare...
Non è di pensieri-specchio che necessitiamo...
...è di riflettere che c'è bisogno!
Sveglia!